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TACHICARDIA VENTRICOLARE

 

La tachicardia ventricolare è una aritmia talora molto pericolosa caratterizzata da battito cardiaco accelerato (tachicardia) e dall’impulso elettrico che ha origine in uno dei ventricoli invece che nel nodo del seno. Il segnale elettrico non passa attraverso il sistema di conduzione per cui il cuore non può contrarsi normalmente. Il cuore, tanto più velocemente si contrae, tanto meno sangue riesce ad espellere ad ogni battito ed ha poco tempo per riempirsi di sangue tra un battito e l’altro. Se questa tachicardia continua, il cervello e tutto il corpo non ricevono sangue ed ossigeno sufficienti per cui possono verificarsi mancamenti, collassi, svenimenti e stati di incoscienza. Inoltre se continua più a lungo si può verificare un arresto cardiaco. La tachicardia ventricolare è una aritmia che si verifica in genere  in  cuori con malattie strutturali (cuori malati), come la cardiopatia ischemica, la cardiomiopativa dilatativa, la cardiomiopatia ipertrofica. In alcuni casi la tachicardia ventricolare insorge in un cuore assolutamente “sano”, ovvero senza patologie riconoscibili. Queste tachicardie dette  tachicardie ventricolari idiopatiche originano in genere da tipiche sedi, come il tratto di efflusso destro e sinistro, le cuspidi coronariche, i muscoli papillari, gli anelli valvolari.  Le tachicardie ventricolari ventricolari idiopatiche possono essere trattate in una grande maggioranza dei casi con la ablazione transcatetere

 

La tachicardia ventricolare può essere interrotta per mezzo di farmaci o di una scarica elettrica, talvolta può passare senza alcun trattamento. Talvolta l’unica terapia è associare la terapia farmacologica al defibrillatore impiantabile, altre volte risulta indicato la ablazione transcatetere con o senza l’impianto di un defibrillatore automatico. L’aritmologo valuta attentamente le patologie del cuore per stabilire la terapia più appropriata (farmacologica, ablazione o defibrillatore impiantabile) per in controllo e la prevenzione della dell’aritmia.

 

Per inquadrare questa patologie l’aritmologo si avvale in base al caso di diversi esami: elettrocardiogramma, ecocardiogramma, l’holter cardiaco a 12 derivazioni, il test da sforzo, la risonanza magnetica cardiaca, la coronarografia.

LUCA PANCHETTI
M.D. - Ph.D.Medico Chirurgo – Dottore di Ricerca
Specialista in Cardiologia, Aritmologia clinica ed interventistica

Dirigente Medico I livello presso Fondazione Toscana G. Monasterio /CNR

Tel: +39 340 746 8584

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Marta Onlus

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